L’impostazione del piano di gioco da parte del giocante dipende dall’equilibrio che egli riesce a creare tra i tempi di gioco e i controlli nei vari colori. Comunque siano complicate le strategie pensate sia dal giocante che dai difensori, lo scopo per entrambi è unico: affrancare e realizzare prese prima che lo faccia l’altro.
Quando si parla di tempi di gioco si intende muovere a
proprio vantaggio un colore prima di un altro mantenendo i “fermi”
nei restanti semi per impedire agli avversari l’affrancamento di prese. In
parole semplici, non bisogna incassare immediatamente le sicure vincenti perché
tali sono e tali restano ma bisogna muovere in tempo i colori che
possono dare prese di affrancamento mantenendo il controllo negli altri con le
carte alte o con le atout.
Per tagliare serve un seme di atout sufficientemente
lungo. Per evitare che anche gli avversari lo facciano, bisogna batterle
togliendole loro dalle mani. Ma se serve fare dei tagli mirati, esse non
possono essere battute perché allora non bastano più. Queste due azioni in
antitesi tra loro conducono alla domanda: “Battere o non battere le atout?”
E’ stato sempre detto che “gli inglesi per non battere le atout hanno perso un contratto già steso
e si sono buttati nel Tamigi”. Questo aneddoto afferma con forza che le
atout vanno battute ma ci sono dei casi in cui non conviene farlo (almeno
all’inizio, quando si entra in mano).
Dopo che il morto ha depositato sul tavolo le sue
carte, il giocante deve subito capire se c’è bisogno di tagliare qualche
perdente dalla parte corta delle atout. Ma cosa si intende per “parte corta” e
perché proprio da essa?
Spesso il FIT nel seme di atout si ottiene sommando
alle 5 carte del giocante le 3 del morto (FIT asimmetrico) che rappresenta il
“lato corto” delle atout. Tagliando una perdente dalla parte corta permette di
mantenere inalterata la forza della parte lunga che servirà per togliere le
briscole dalle mani degli avversari. Gli effetti del taglio dalla parte corta
sono evidenti: aumento di una presa ogni volta che lo si fa.
Questa strategia è consigliata quando al morto ci sono
poche carte in un seme (1 o 2) possibilmente perdenti. Se, per realizzare il
contratto, serve una presa, essa può essere ricavata con il taglio
della perdente dopo aver creato il vuoto nel seme al morto. Ma gli
avversari non sono stupidi perché conoscono bene la manovra e quindi
giocheranno atout per smontare il morto. Questo è un caso in cui non si debbono
battere le atout o almeno non tutte.
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